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RAK4631 Dominates LoRa Debate: Infrastructure vs. Toy Status for Decentralized Mesh Networks

Open Source & LinuxApr 18, 2026score 0.6512 posts · 0 replies across 7 instances
The technical debate centers on LoRa hardware for building decentralized Meshtastic networks. @[email protected] decisively champions the RAK4631, declaring it fundamentally different from competitors like the Heltec and T-Deck. The core argument is that true network building requires infrastructure reliability, which only the RAK4631 provides, allowing it to operate persistently when others fail. Commentary is polarized across distinct threads: a hardware fight (@[email protected]), a deep dive into Italian journalism's anti-mafia history (@bigarella.wordpress.com), and a film festival review (@[email protected]). @[email protected] repeatedly stresses that creating a decentralized network is not an overnight process; it demands constant, dedicated effort, evidenced by the initial 'cosmic desert' of nodes in the South Italian area. The consensus among core users is that building mesh networks requires relentless physical persistence—nodes must stay powered and active to form the structure. While the technical battle favors RAK4631 as 'infrastructure,' the underlying theme across all technical posts is that successful decentralized systems build slowly, node by node, through sheer stubborn effort.

Key points

SUPPORT
The RAK4631 is superior hardware because it functions as true 'infrastructure,' not just a testing tool.
@[email protected] claims the RAK4631 is in a 'different category' compared to the Heltec or T-Deck, which are deemed better for 'playing' or testing.
SUPPORT
Building a decentralized network requires immense, sustained human effort and hardware persistence.
@[email protected] urges others to 'Keep those nodes powered on' because networks do not materialize instantly.
MIXED
The technical focus is split between hardware comparison and broader community building efforts across various decentralized platforms.
Discussions jumped between LoRa hardware (RAK4631 vs Heltec/T-Deck), film reviews (@[email protected]), and the historical analysis of 'L’Ora' journalism (@bigarella.wordpress.com).
SUPPORT
Physical limitations demand a shift in technical approach toward robust, non-delicate hardware solutions.
@[email protected] advocates for 'plug-and-play' and simplicity following a serious surgery, prioritizing function over aesthetic perfection.
SUPPORT
The endeavor to build decentralized networks is inherently viewed as an 'ahead of its time' pursuit.
@[email protected] accepts being called an 'alien' for promoting open, decentralized tech solutions like LoRa/Meshtastic.

Source posts

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#letterboxdFriday #MarchAroundTheWorld Pur avendo saltato il Bergamo Film Meeting (primo anno da secoli che non vado a vedere nemmeno un film rip) sto continuando in modo abbastanza regolare a guardare film provienienti da diversi stati. Grande consiglione Mandibules, con una mosca gigante adorabile che voglio come animale domestico. Anche Badou Boy, film senegalese su raiplay, dura meno di un'ora, ed è proprio bello bello.
2 boosts · 7 favs · 0 replies · Mar 20, 2026
#letterboxdfriday#marcharoundtheworld
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#LetterboxdFriday e fine di #MarchAroundTheWorld con 16 film di 16 nazioni diverse in 30 giorni. Finale con un Almodovar che è ok, mi ha un po' confuso con quale delle due storie voleva raccontare, della maternità o della Guerra Civile Spagnola? Poi raiplay non mi ha dato nulla di interessante (odio potente per i menu di ricerca) e allora sono finita su della propaganda aristocratica a caso. Vi invito a guardare Sissi e a non vederci tutto il male del mondo.
3 boosts · 4 favs · 1 replies · Apr 3, 2026
#letterboxdfriday#marcharoundtheworld
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Stasera il Tg3 Nazionale ha dato spazio all'iniziativa che abbiamo promosso, come Scuola Normale Superiore per dare risalto a libri che sono stati messi all'indice negli Stati Uniti. Dal minuto 26 circa è possibile ascoltare un contributo di Donatella Della Porta e mio. #libri #books #censura #cultura #culture #università #university #ricerca #research https://www.rainews.it/notiziari/tg3/video/2026/04/Tg3-ore-1900-del-05042026-fa9733df-2a47-4127-9f41-495758bf61a2.html
11 boosts · 2 favs · 0 replies · Apr 5, 2026
#libri#books#censura#cultura#culture#universita
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⚡ Il momento della verità LoRa Dopo aver spremuto l’Heltec V3giocato con il LILYGO T-Deck Plusletto recensioni su recensioni fino a consumare la rotella del mousesono arrivato alla conclusione definitiva. 💣 Spoiler… non c’è partita. 🏆 Il verdetto Se devo scegliere senza guardare il prezzo, senza compromessi, senza “vabbè dai per iniziare va bene”… 👉 il RAK4631 vince. Punto. 🔬 Perché Non è una questione di moda, è proprio categoria diversa. Heltec perfetto per test, smanettamenti, prove… e bestemmie energetiche T-Deck bellissimo, divertente, sembra uscito da un film cyberpunk ma resta un terminale, non un pilastro RAK4631 lo accendi lo metti su un palo lo alimenti e lui lavora. Sempre. 🔋 Il dettaglio che cambia tutto Quando vedi che gli altri nodi consumano come una stufa elettricail RAK dopo giorni è ancora lì tranquillocapisci una cosa molto semplice: 👉 questo non è un giocattolo 👉 è infrastruttura 🧱 La differenza vera Heltec e T-Deck sono ottimi compagni di viaggio. Il RAK è quello che costruisce la strada. E senza strada… puoi avere anche il miglior terminale del mondo, ma stai parlando da solo. (Sì, tipo me a Taranto 😄) 📡 Situazione attuale Qui da me è il deserto pochi nodipoco trafficosilenzio cosmicoMa: 👉 il nodo c’è 👉 è acceso 👉 è stabile E soprattutto… è pronto. 🎯 Conclusione brutale Non è che il RAK4631 sia “un po’ meglio”. 👉 È proprio un’altra categoria. E la verità è questa: se vuoi giocare, scegli altro se vuoi sperimentare, scegli altro se vuoi costruire una rete… scegli RAK e non pensarci più 📢 Messaggio nello spazio Intanto io resto qui, col mio nodo acceso… “La particella di sodio… c’è nessuno?” 😄 Prima o poi qualcuno risponde. #meshtastic #LoRa
1 boosts · 0 favs · 0 replies · Apr 17, 2026
#lora#meshtastic
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👽 Cronache di un Alieno Tecnologico Ci ho provato. Davvero. Ho provato a coinvolgere altra gente, nel mondo reale e qui in rete. Prima con Mastodon, poi con Matrix, poi con Pixelfed, poi con i metamotori di ricerca configurabili come vuoi, tipo SearXNG, e in passato anche con altra roba che, a nominarla tutta, rischio di sembrare il venditore ambulante della decentralizzazione. Eppure, nonostante tutto, qualcosa è rimasto in piedi. E non è poco. Perché almeno qui ci sono 24 persone che si fidano del mio lavoro. Ventiquattro. Che nel mondo delle piattaforme indipendenti non sono “solo 24”. Sono 24 esseri umani veri, non numeri gonfiati da algoritmi, pubblicità e zombie di passaggio. Ora però, come se non bastasse sembrare strano prima, sto esplorando anche il mondo radio LoRa, sulla rete Meshtastic. Ed è bellissimo. Anche perché, rispetto ai tempi in cui smanettavo con la patente radioamatoriale, tutto questo è quasi commovente, costa relativamente poco, consuma niente, e ti dà quella piacevole sensazione da “ok, se un giorno salta tutto, almeno abbiamo provato a costruire qualcosa di nostro”. Il problema? Che qui la rete, soprattutto al SUD, è ancora in gran parte da creare. Non è che arrivi, accendi, e trovi il piatto pronto. No. Qui spesso accendi il nodo e trovi il deserto cosmico. E quindi niente, mi guardano come fossi un alieno. Ma a ben pensarci, lo facevano già prima, quando parlavo di Fediverso invece di social commerciali. Ora, se aggiungo pure LoRa, mesh, nodi, antenne, e comunicazioni decentralizzate, siamo oltre il semplice “strano”. Siamo proprio nel territorio di “quest’uomo probabilmente comunica già con civiltà esterne”. E allora va bene così. Io proseguo con le mie passioni, con la mia testardaggine, con le mie idee forse un po’ fuori dal coro, ma terribilmente vive. Magari oggi sembro un alieno. Magari domani arriveranno altri alieni. E magari, un nodo alla volta, un server alla volta, una persona curiosa alla volta, scopriremo che quelli strani non eravamo noi. Eravamo solo in anticipo. 🚀 #meshtastic #lora #Fediverso
1 boosts · 0 favs · 0 replies · Apr 17, 2026
#fediverso#lora#meshtastic
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📡 Tenete accesi quei nodi, dannazione 🚀 Quando accendete un nodo Meshtastic con apparato LoRa, soprattutto qui al Sud Italia, dove siamo ancora pochi rispetto al Nord, non fatevi ingannare dal silenzio iniziale. Sì, lo so. All’inizio sembra di lanciare segnali nel nulla cosmico. Sembra quasi di essere la famosa particella di sodio... “c’è nessuno?” 😄 Ma è proprio qui che serve la testardaggine giusta. Non spegnetelo Se potete, non spegnetelo. Lasciatelo acceso. Vivo. In ascolto. Pronto. Perché magari oggi vi sembra solo un nodo sperduto nel deserto radio, ma domani potrebbe arrivare un altro sperimentatore, un altro curioso, un altro irriducibile amante delle reti libere... e troverà voi. Si collegherà. Poi forse ne arriverà un altro. E poi un altro ancora. E senza quasi accorgervene, da quel piccolo puntino acceso comincerà a prendere forma qualcosa di molto più grande. È così che nasce una rete Una rete non nasce già pronta, impiattata e servita come al ristorante. Non esce nessuno dalla cucina dicendo: “Prego signori, ecco la vostra copertura mesh completa, stabile e già popolata.” No. Qui si costruisce tutto dal basso. Con pazienza. Con ostinazione. Con prove, errori, antenne, pali, firmware, batterie, pannelli solari e una discreta quantità di cocciutaggine tecnica. 😄 Niente pappa pronta Non aspettatevi la pappa pronta. Non aspettatevi il miracolo immediato. Non aspettatevi la rete perfetta prima ancora di aver acceso il primo nodo. Perché la rete siete voi. Siamo noi. Sono i nodi lasciati accesi quando sembrano inutili. Sono i tentativi fatti anche quando per giorni non si vede nessuno. E invece, proprio in quel tempo apparentemente vuoto, si sta preparando il terreno. Il primo nodo conta più di quanto sembri Chi lascia acceso un nodo oggi, anche se sembra solo, potrebbe essere il primo appiglio per chi arriverà domani. E chi arriverà domani, a sua volta, diventerà appiglio per qualcun altro. E così, un passo alla volta, un hop alla volta, un segnale alla volta, nasce una rete vera. Non comprata. Non concessa dall’alto. Non regalata da qualche piattaforma centrale. Ma costruita da persone ostinate che hanno deciso di esserci. Quindi sì... Tenete accesi quei nodi. Non demordete. Non fatevi abbattere dal deserto iniziale. Perché ogni nodo acceso è una promessa. Ogni nodo acceso dice: “Io ci sono. Se arrivi, mi trovi.” E da lì comincia tutto. 🌍 Prima o poi ci riusciremo Magari piano. Magari con fatica. Magari a colpi di tentativi, di configurazioni rifatte tre volte e di antenne spostate di mezzo metro come se fosse questione di vita o di morte. 😄 Ma ci riusciremo. Perché le reti vere non nascono dal comodo. Nascono dalla presenza. Dalla costanza. Dalla voglia di costruire qualcosa che prima non c’era. Quindi, in sintesi... Accendete. Lasciate acceso. Resistete. Costruite. Il resto arriverà. E quando arriverà, sarà ancora più bello, perché ce lo saremo fatti da soli. #meshtastic #LoRa
1 boosts · 0 favs · 0 replies · Apr 17, 2026
#lora#meshtastic
@[email protected]
🧠⚡ Spoiler: non facevo il falegname 😅 Lo ammetto, visto da fuori potrei sembrare uno che si è svegliato ieri e ha deciso di giocare con antennine e scatoline strane… In realtà: 👉 sono un perito elettrotecnico/elettronico 👉 ho lavorato 30 anni in una famosissima azienda di telecomunicazioni 👉 specialista su apparati di trasmissione dati/voce su rame, fibra e ponti radio 👉 patente di radioamatore da una vita Diciamo che… due fili li ho visti passare 😄 📡 E allora perché sto “giocando” con LoRa? Perché non è un gioco. È semplicemente: 👉 rete radio fatta con hardware economico 👉 infrastruttura che ancora non esiste (soprattutto al sud) 👉 qualcosa che va costruito, non solo usato Solo che invece dei ponti radio da migliaia di euro, oggi abbiamo: HeltecRAKT-DECKantenne da pochi euroe tanta voglia di sperimentare ⚙️ Il vero cambio di paradigma Qui però entra la parte meno simpatica. Dopo un intervento chirurgico serio (tumore da 5 cm tolto dal cranio), mi ritrovo oggi su sedia a rotelle, con mani e mobilità ridotte. Quindi no, non è che “non so fare le cose”. 👉 È che oggi devo farle in modo diverso. 🔧 Nuova regola tecnica: meno è meglio Se prima potevo permettermi: adattatori su adattatoricablaggi perfettilavori di precisioneOggi il criterio è diventato questo: ✔️ plug-and-play ✔️ meno pezzi possibile ✔️ niente roba delicata ✔️ niente acrobazie manuali ✔️ tutto deve essere montabile e smontabile senza impazzire Tradotto brutalmente: meglio una soluzione un filo meno elegante ma che riesco davvero a montare piuttosto che la “soluzione perfetta” impossibile da gestire 📶 E nel frattempo… Mentre qualcuno usa Meshtastic come una chat gigante via MQTT … io sto cercando di: mettere su nodi veriragionare su coperturacostruire qualcosa che funzioni anche SENZA internete magari un giorno collegare davvero zone che oggi non si vedonoTipo… Taranto 👀 → Bari (prima o poi eh…) 👽 “Sei un alieno” Sì, lo so. Me lo dicono da anni. Prima con: MastodonMatrixSearXNGOra anche con LoRa Ma la verità è semplice: 👉 quando una rete non esiste ancora, chi prova a costruirla sembra sempre fuori posto. 🧭 Conclusione Non sto rallentando. Sto solo cambiando approccio: più praticopiù robustopiù sostenibile per meE continuo esattamente come prima: 👉 curioso 👉 testardo 👉 e con la voglia di costruire qualcosa che abbia senso Se poi lungo la strada arrivano altri “alieni”… meglio ancora 🚀 #Meshtastic #LoRa
6 boosts · 0 favs · 2 replies · Apr 5, 2026
#lora#meshtastic
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⚡ Il momento della verità LoRa Dopo aver spremuto l’Heltec V3giocato con il LILYGO T-Deck Plusletto recensioni su recensioni fino a consumare la rotella del mousesono arrivato alla conclusione definitiva. 💣 Spoiler… non c’è partita. 🏆 Il verdetto Se devo scegliere senza guardare il prezzo, senza compromessi, senza “vabbè dai per iniziare va bene”… 👉 il RAK4631 vince. Punto. 🔬 Perché Non è una questione di moda, è proprio categoria diversa. Heltec** perfetto per test, smanettamenti, prove… e bestemmie energetiche T-Deck** bellissimo, divertente, sembra uscito da un film cyberpunk ma resta un terminale, non un pilastro RAK4631** lo accendi lo metti su un palo lo alimenti e lui lavora. Sempre. 🔋 Il dettaglio che cambia tutto Quando vedi che gli altri nodi consumano come una stufa elettricail RAK dopo giorni è ancora lì tranquillocapisci una cosa molto semplice: 👉 questo non è un giocattolo 👉 è infrastruttura 🧱 La differenza vera Heltec e T-Deck sono ottimi compagni di viaggio. Il RAK è quello che costruisce la strada. E senza strada… puoi avere anche il miglior terminale del mondo, ma stai parlando da solo. (Sì, tipo me a Taranto 😄) 📡 Situazione attuale Qui da me è il deserto pochi nodipoco trafficosilenzio cosmicoMa: 👉 il nodo c’è 👉 è acceso 👉 è stabile E soprattutto… è pronto. 🎯 Conclusione brutale Non è che il RAK4631 sia “un po’ meglio”. 👉 È proprio un’altra categoria. E la verità è questa: se vuoi giocare, scegli altro se vuoi sperimentare, scegli altro se vuoi costruire una rete… scegli RAK e non pensarci più 📢 Messaggio nello spazio Intanto io resto qui, col mio nodo acceso… “La particella di sodio… c’è nessuno?” 😄 Prima o poi qualcuno risponde. #Meshtastic #LoRa
2 boosts · 0 favs · 0 replies · Apr 14, 2026
#meshtastic#lora
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@snow Non demoralizzarti, stai facendo un grande lavoro anche così. Non misurare l'audience perché comunque il tuo messaggio è partito e potrà ispirare anche in futuro. Giusto un altro piccolo nodo che si aggiunge alla rete. Anzi, a questo proposito e proprio per parlare di #LoRa, appena finisco di farmi una cultura darò anche io il mio piccolo contributo. Non parto da zero, da buon OM. Dopo, con un'infrastruttura funzionante, c'è solo spazio per immaginare qualcos'altro.
0 boosts · 0 favs · 0 replies · Mar 25, 2026
#lora
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La forte personalità di Nisticò garantì a «L’Ora» un’apprezzabile libertà rispetto alle scelte editoriali e alla selezione del personale La storia de «L’Ora» non si concluse con la partenza di Nisticò, il quale peraltro nel ’79 venne eletto presidente della cooperativa di giornalisti subentrata al Pci come proprietaria della testata. In sede conclusiva sembra opportuno dare conto per sommi capi di ciò che accadde negli anni successivi (che nondimeno meriterebbero un approfondimento specifico). Etrio Fidora successe a Nisticò come direttore alla fine del ‘75, accompagnando la fallimentare esperienza di una edizione del mattino (resa necessaria dalla crisi generale della stampa pomeridiana). Iniziò allora l’epoca del declino, con il Pci sempre meno disposto a fornire finanziamenti e l’allontanamento di molti professionisti storici dal giornale. Alla guida de «L’Ora» seguirono Alfonso Madeo (1978-79), Nino Cattedra (1978-84), Bruno Carbone (1984-89), ultimo direttore designato dalla cooperativa presieduta da Nisticò. Avvenne quindi che la gestione editoriale passasse alla Nuova editrice meridionale, che si procedesse alla ristrutturazione della sede, con l’acquisto di nuovi macchinari, e che il Pci rivendicasse il controllo della testata. La direzione toccò a un certo punto ad Alfonso Calasciura, ma intanto le tensioni interne al partito iniziarono a riflettersi pesantemente sulla redazione, provocando smottamenti e contrasti. Un ultimo tentativo di portare il giornale agli antichi fasti si ebbe nel 1991, con la direzione di Vincenzo Vasile, già “biondino” a «L’Ora» nei primi anni Settanta e in seguito giornalista de «L’Unità», e la vicedirezione di Franco Nicastro. Con al timone due esponenti della scuola di Nisticò il quotidiano sembrò riprendersi, raddoppiando la tiratura, rilanciando la sua storica vocazione al giornalismo d’inchiesta e alle campagne corrosive, quando venne chiuso definitivamente l’8 maggio 1992, a due settimane dall’eccidio di Capaci. Fu così che l’antico quotidiano dei Florio terminò per sempre la sua lunga e complessa esistenza <625. Giornalismo politico, giornalismo civile Nell’autunno del 2019 – come accennato all’inizio di questo lavoro – gli ex giornalisti de «L’Ora» hanno celebrato con alcune iniziative (tutte patrocinate dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando) il decennale dalla morte di Vittorio Nisticò (come anche il centenario dalla nascita), mostrando così riconoscenza verso l’antico direttore e maestro, nonché un forte senso di appartenenza alla comunità intellettuale in cui professionalmente e politicamente si formarono: una comunità – si direbbe dalla pagina Facebook creata per l’occasione – ancora viva e combattiva <626. È interessante notare come nei loro racconti, apparsi sul web e in un volume di recente pubblicazione <627, definiscano la storica battaglia del giornale contro la mafia – il tratto più caratteristico de «L’Ora» di Nisticò e che in questo lavoro si è tentato di ricostruire – come una battaglia insieme civile e politica, con una qualche prevalenza del primo termine sul secondo: un po’ all’opposto di quanto avveniva in passato, quando l’enfasi “civile” si affacciava per lo più in occasione di eventi drammatici (come l’eccidio di Ciaculli o l’assassinio di Scaglione) mentre predominante era la dimensione politica dello scontro in corso. D’altro canto, “Romanzo civile” s’intitola il pregevole libro postumo di Giuliana Saladino, firma tra le più autorevoli e rappresentative del giornale palermitano. L’opera ripercorre con intelligenza e disincanto la vicenda storica della sinistra siciliana, partendo dall’epopea contadina per arrivare all’inizio degli anni Ottanta, restituendo passioni, aspettative e angosce di una generazione di militanti <628. L’impressione è che lo slittamento di prospettiva – e di lessico – risalga proprio al periodo in cui la giornalista scrisse il romanzo, il 1983, quando l’offensiva della mafia contro lo Stato e il sistema politico assunse proporzioni senza precedenti. Tra il 1979 e il 1983 furono infatti assassinati uno dopo l’altro il vicequestore Boris Giuliano (1979), il magistrato Cesare Terranova (1979), il presidente della Regione Piersanti Mattarella (1980), il capitano dei carabinieri Emanuele Basile (1980), il procuratore Gaetano Costa (1980), il segretario del Pci Pio La Torre (1982), il generale Carlo Alberto dalla Chiesa (1982), il giudice Rocco Chinnici (1983). Così la Saladino commentò la tragica sequenza di eventi di quegli anni: “Capisco. Nel 1983 capisco che non esiste città o cittadina o villaggio d’Europa che possa vantare – senza golpe, senza eserciti in armi, né assedio e irruzione entro le mura – l’intero establishment politico burocratico militarpoliziesco massacrato: capo della procura, vicequestore, capo dell’opposizione, capo della regione, medico legale, generale prefetto. In quest’era nostra forse è accaduto – ma non è detto – in qualche villaggio georgiano sotto Stalin, forse accade – non sappiamo con precisione – in qualche Macondo dell’America centrale o meridionale, forse, supponiamo, in qualche insediamento del centro dell’Africa. In Europa, nazismo eccettuato, non accade, credo, da oltre due secoli”. <629 L’escalation diede luogo a una prima, grande mobilitazione civile, segnata da iniziative di piazza, dal decisivo contributo dell’associazionismo e del mondo della scuola, dunque non riconducibile come in passato (si pensi alle lotte contadine) a uno specifico fronte politico <630. Accadde insomma che l’istanza antimafia diventasse – da tema tipico delle sinistre e segnatamente del Pci – risorsa “diffusa”, con qualche cedimento all’antipolitica motivato dal progressivo discredito dei partiti, per tornare a giocare un ruolo “politico” soprattutto nella fase di transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica <631; che la “società civile” venisse assunta a serbatoio sano di una politica inesorabilmente corrotta. Non sorprende allora che alcuni giornalisti formatisi con Nisticò tendano a rileggere quel loro passato (e la stessa esperienza degli “anni ruggenti”) alla luce degli eventi e della sensibilità successivi <632. La battaglia storica de «L’Ora», in realtà, si svolse in assenza dell’opposizione politico/civile, anche perché i protagonisti della stagione di Nisticò credevano che gli obiettivi di qualunque battaglia civile fossero raggiungibili soltanto attraverso la lotta politica. Come ha scritto Vincenzo Vasile: “Fatto sta che «L’Ora» di Nisticò è frutto e insieme simbolo di un periodo abbastanza lungo, ma circoscritto e ormai chiuso, che in Sicilia vede l’identificazione quasi piena del movimento antimafia con il movimento contadino e popolare che fa capo al Pci e alla sinistra […] Superata la metà degli anni Settanta, e soprattutto dopo la campagna di delitti politici e le stragi, il movimento antimafia risorgerà e crescerà invece – come si dice – dal basso, segnato da sempre minori caratterizzazioni politiche, partitiche, o addirittura ideologiche. L’Ora di Nisticò invece è antimafiosa, perché in quegli anni eroici è di sinistra apertamente e dichiaratamente, e l’antimafia è di sinistra <633. Un’esperienza peculiare Si può a questo punto delineare un sintetico prospetto delle peculiarità de «L’Ora» sotto la direzione di Vittorio Nisticò, con particolare riferimento al ruolo da esso giocato nell’approntamento di conoscenze sul fenomeno mafioso e nella formazione di una moderna coscienza antimafia: si intende così dare conto della funzione storica svolta dal giornale nel campo della questione mafiosa. Continuità della linea politica. Il giornale si mosse lungo tutto il ventennio di Nisticò secondo le direttive del Pci siciliano, aventi come obiettivi fondamentali la rottura dell’isolamento e l’interlocuzione con le forze politiche, sociali e culturali tese al progresso democratico ed economico della Sicilia. In ciò consisté il sicilianismo della testata, il quale andò collocandosi in perfetta continuità con la formulazione datane da Togliatti nel secondo dopoguerra e che, mutatis mutandis, rimase pressoché identico sia al tempo del milazzismo – non a caso convintamente sostenuto dal quotidiano – sia negli anni Settanta, all’epoca del “patto autonomistico” con la Dc e delle larghe intese. Nelle pagine precedenti si è tentato di registrare le contraddizioni cui tale politica espose i comunisti e (in via indiretta) anche il giornale: in entrambe le stagioni storiche citate, infatti, la retorica sicilianista fece sì che l’autonomismo diventasse sinonimo di progressismo e che il Pci abbassasse la propria capacità di contrasto delle degenerazioni politiche regionali. Autonomia editoriale. La forte personalità di Nisticò garantì a «L’Ora» un’apprezzabile libertà rispetto alle scelte editoriali e alla selezione del personale. Ciò permise al giornalista calabrese di radunare un collettivo di giornalisti-intellettuali di estrazione composita: in esso prevalsero, com’era naturale che fosse, le figure politicamente riconducibili al Blocco del popolo (Pci e Psi) e alle lotte contadine del dopoguerra (il mito fondativo della sinistra siciliana e anche de «L’Ora»), esperienza che assicurò al quotidiano uno staff dirigente di eccezionale livello culturale. Aspetto costitutivo del giornalismo de «L’Ora», però, fu anche l’apertura verso aree politiche diverse, tanto che al suo interno poterono trovarsi comunisti, socialisti, democristiani e persino ex fascisti come De Mauro. Lo stesso criterio di selezione venne adottato sul fronte dei collaboratori esterni, dove spiccarono giornalisti e uomini di cultura non inquadrabili in alcun partito (si pensi a Sciascia, a Dolci, a Chilanti e in parte a Pantaleone). Dal punto di vista della conoscenza della mafia, la predilezione di Nisticò per i professionisti irregolari ebbe un effetto positivo, in quanto dal loro posizionamento politico dipesero (spesso fortemente) le rispettive interpretazioni della realtà mafiosa. L’eterogeneità delle prospettive d’osservazione, insomma, fece in modo che l’ottica del giornale non si appiattisse su quella del suo editore. Giornalismo investigativo. Altro aspetto peculiare del giornale palermitano fu quello di essere particolarmente votato alle indagini sul campo, alle inchieste, condotte attraverso complessi (e talora rischiosi) sistemi di ricognizione delle notizie. In un contesto caratterizzato da gravi e organici rapporti della mafia con le istituzioni pubbliche e con alcuni partiti (a cominciare dalla Democrazia cristiana), nonché dalla tolleranza delle agenzie di contrasto, la denuncia della mafia e delle complicità politiche restò a lungo appannaggio delle sinistre e in particolare del Pci. Merito de «L’Ora» fu dunque quello di innescare un potente flusso di contro-opinione (o contro-informazione), teso a sgomberare il terreno dalla convinzione – fatta propria da numerosi esponenti dei partiti di governo, da avvocati e intellettuali – che la mafia non esistesse o che corrispondesse a un comportamento, a un modo di regolare le relazioni sociali tipico dei siciliani e non a un’organizzazione formalizzata, gerarchicamente articolata in Famiglie e regolata al suo interno da codici normativi e meccanismi sanzionatori. Per il reperimento delle informazioni il giornale si servì, a seconda delle circostanze, delle strutture territoriali dei partiti di sinistra, e nello specifico del Pci, nonché delle sue organizzazioni collaterali (a partire dalla Cgil), ma anche di singoli esponenti delle forze dell’ordine, talora di mafiosi stessi. Il risultato fu che «L’Ora» indagasse non a rimorchio dei reparti investigativi, ma, per lo più, in autonomia, “supplendo” alle carenze degli organi ufficiali e non di rado pagandone le spese. Questa sensibilità, dunque, portò spesso il giornale a introdursi nel “sottomondo” mafioso, a portare alla luce testimonianze dal di dentro, con l’effetto di svelare al pubblico (e per la prima volta in Italia) il carattere strutturato della mafia siciliana. Nonostante qualche cedimento al fascino mitografico del fenomeno (penso a certe ricostruzioni di Pantaleone o ad altre di Farinella o Chilanti) il suo sforzo investigativo rimase d’importanza cruciale per l’avanzamento delle cognizioni sul tema e, a distanza di tanti anni, resta probabilmente il migliore (almeno fino alle deposizioni di Buscetta). Il ruolo di cerniera tra vecchia e nuova antimafia. «L’Ora» rappresentò il passaggio – e in ciò sta forse la sua funzione più importante – tra due concezioni diverse di lotta alla mafia. La prima, risalente al movimento contadino, si fondava sulla lotta al latifondo e inquadrava la battaglia antimafia in una più vasta contestazione dell’intreccio di poteri sociali (i proprietari terrieri e la mafia) e istituzionali (i partiti di destra, le forze dell’ordine e della magistratura). Questo tipo di antimafia aveva come motivi caratteristici, da un lato, la subordinazione della questione mafiosa alle lotte di massa, intese come mezzo di superamento degli equilibri sociali tradizionali e, dall’altro, l’ostilità nei confronti delle agenzie investigative (della polizia, dei carabinieri), percepite come antagonisti fondamentali, come il nemico. L’attività di denuncia e di sensibilizzazione portata avanti da «L’Ora» venne invece a incrociarsi con la nascita della Commissione antimafia: si determinò così una circolarità di sollecitazioni tra opinione pubblica, forze politiche e istituzioni che, rispetto al passato, rappresentava indubbiamente un’innovazione. Si era, insomma, alle origini dell’antimafia per come generalmente la si intende oggi, ossia come sostegno alle forze della repressione. Tale circolarità, espressasi soprattutto a livello informativo (nello scambio di materiali, notizie, documenti tra gli apparati di sicurezza, l’Antimafia e il giornale) ebbe l’effetto, oltre che di far progredire le cognizioni sul tema, di saldare «L’Ora» al giornalismo nazionale: avvenne cioè che progressivamente i maggiori quotidiani del paese considerassero il quotidiano palermitano un’affidabile opinion maker, appoggiandosi su di esso per avere informazioni sulla mafia. Fu così che il piccolo giornale palermitano riuscì a ritagliarsi un ruolo ben superiore ai suoi mezzi, un ruolo di conoscenza, di lotta e di responsabilità politica e civile. La scuola di giornalismo. Un ultimo elemento da sottolineare – e che consente di tracciare un filo tra passato e presente – riguarda la funzione di scuola di giornalismo svolta da «L’Ora» verso numerosi cronisti tuttora operativi. Indubbiamente il giornale palermitano rappresentò una palestra dura e formativa per diverse ragioni: il contesto “difficile” e di frontiera nel quale i cronisti operarono, segnato dall’ostilità di buona parte delle istituzioni e dei partiti; il giornalismo tecnicamente rigoroso richiesto da Nisticò (il quale chiedeva spasmodicamente riscontri, controllo delle fonti, correttezza linguistica); il piglio militante che i cronisti più anziani ed esperti trasmisero alle generazioni più giovani; il senso di missione che pervadeva la redazione. Tutti questi aspetti concorsero a formare giornalisti capaci di lavorare in ogni situazione, di portare all’esterno, in altri quotidiani, un giornalismo battagliero e coraggioso, preciso, colto, documentato, politicamente schierato, intellettualmente pregevole. [NOTE] 625 R. S. Rossi, Era L’Ora, cit., p. 254. 626 Cfr. la pagina Facebook L’Ora, edizione straordinaria, gestita dal cronista di «Repubblica» Roberto Leone (ex de «L’Ora»): https://www.facebook.com/leone4040/. 627 Aa. Vv., L’Ora, edizione straordinaria, cit. 628 G. Saladino, Romanzo civile, cit. 629 Ivi, p. 142. 630 U. Santino, Storia del movimento antimafia, cit. 631 A. Blando, L’antimafia come risorsa politica, cit.. Su questa linea si colloca in parte l’esperienza della Rete, ricostruita in D. Saresella, Tra politica e antipolitica: la nuova «società civile» e il movimento della Rete (1985-1994), Le Monnier, Firenze 2016. 632 Sulla dimensione fortemente politica del giornalismo di Nisticò insiste nei suoi vari interventi Franco Nicastro. 633 Vasile, Ma gli altri no, cit., p. 192. Ciro Dovizio, Scrivere di mafia. «L’Ora» di Palermo tra politica, cultura e istituzioni (1954-75), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano, Anno accademico 2018-2019 #1954 #1970 #1975 #1984 #1992 #2019 #AlfonsoCalasciura #antimafia #CiroDovizio #commissione #controInformazione #cooperativa #CosaNostra #coscienza #direttore #EtrioFidora #giornale #investigativo #LOra #mafia #missione #Palermo #PCI #sicilianismo #sinistra #stampa #VittorioNisticò
1 boosts · 0 favs · 0 replies · Apr 16, 2026
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Crudo, tosto, diretto. Non per tutti visti i temi (capisco chi non ha voglia di *pesantezza*) ma che capolavoro #ThePitt
0 boosts · 0 favs · 0 replies · Mar 16, 2026
#thepitt
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https://www.europesays.com/it/448335/ The Blood of Dawnwalker giocabile dall’inizio alla fine, niente contenuti IA nella versione finale #IT #Italia #Italy #Science #ScienceAndTechnology #ScienceAndTechnology #Scienza #ScienzaETecnologia #ScienzaEtecnologia #Technology #Tecnologia
0 boosts · 0 favs · 0 replies · Apr 17, 2026
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